Spazi e architetture cognitive

Cambiare piattaforma di pubblicazione è come cambiare città: speri che il nuovo ambiente ti renda diverso, ma porti con te lo stesso cervello. Però l’architettura è potente. Gli spazi che abitiamo modificano i pensieri che generiamo.

Ogni strumento di scrittura suggerisce un certo tipo di pensiero, una lunghezza, un tono, un ritmo. Una maniglia invita a tirare. Un pulsante chiede di essere premuto. Allo stesso modo, uno spazio per scrivere propone una forma ai pensieri. Non sono solo limiti tecnici. Sono architetture cognitive.

Quanto del cambiamento è reale trasformazione, e quanto è solo cerimonia di rinnovamento?

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